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Nei secoli passati, non solo il sale era una merce preziosa, ma anche le erbe aromatiche e le spezie erano tenute in grande considerazione. Mentre gli aromi sono piante tipiche dell’area mediterranea, e quindi diffuse nei territori italiani da sempre si può dire, le spezie vennero importate dall’Africa grazie ai romani e, in epoca medievale, grazie agli arabi.

Un tempo le spezie e gli aromi venivano ampiamente usate nella preparazione dei piatti per esaltarne i sapori, ma oggi purtroppo la loro importanza si è affievolita di molto.

 

Le spezie sono sempre state usate nella cucina romana per insaporire i piatti. Nell’antichità, le spezie più consumate erano il pepe nero e il peperoncino, onnipresenti nelle cucine delle classi più abbienti.

 

Anche altri aromi erano – e sono tuttora – un elemento fondamentale nella preparazione delle ricette romane. Tra le erbe più diffuse troviamo il sedano, il basilico, la salvia e il prezzemolo. Il prezzemolo è uno degli ingredienti principali dei carciofi alla giudia; il basilico viene utilizzato nella preparazioni dei sughi e delle minestre; il rosmarino è protagonista degli arrosti e dei piatti marinati; la salvia, infine, serve per preparare i saltimbocca alla romana.  La lista continua poi con l’alloro, la maggiorana, l’origano e i semi di finocchio.

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